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COME DA RECENTI DISPOSIZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE LOMBARDA,

DAL 1° AGOSTO 2012 SARA‘ OBBLIGATORIO INSTALLARE STRUMENTI PER

LA TERMOREGOLAZIONE E CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE NEGLI

STABILI AVENTI IMPIANTO TERMICO CENTRALIZZATO



La Contabilizzazione del calore in poche note

L’impianto termico centralizzato, raggruppa una serie di utenti con esigenze diverse, come ad esempio l’orario di accensione dei termosifoni e le temperature ambiente, ma purtroppo l’impianto è unico e bisogna scendere a compromessi in assemblea, spesso andando incontro a spese più gravose, come ad esempio la doppia accensione della caldaia.

Tutto ciò è risolvibile in modo molto semplice e senza bisogno di nessuna opera muraria negli appartamenti, installando un sistema che consenta ad ogni utente di pagare ciò che consuma, di poter accendere, spegnere e regolare i propri termosifoni nella più completa autonomia.

Il sistema di contabilizzazione di calore consente ad ogni utente di potersi gestire autonomamente il calore, pur avendo un impianto centralizzato. Come prima operazione bisognerà installare su ogni radiatore un piccolo contatore (detto ripartitore di calore) senza bisogno di forare o danneggiare in nessun modo il termosifone, ogni apparecchio ha un numero di serie

e al momento dell’installazione verrà prima piombato, poi iscritto in una apposita scheda di appartamento. Esso ha solamente la funzione di contabilizzare il calore emesso o prelevato da ogni termosifone oltre a registrare per due anni tutti i valori ed anche eventuali tentativi di manomissione.

Il ripartitore normalmente trasmette via radio ( cioè wireless ) i dati di consumo e statistici all’esterno dell’appartamento al letturista dotato di palmare o ad una apposita centrale radio normalmente posizionata sul pianerottolo.

Al ripartitore si affianca poi un dispositivo che consente o meno l’utilizzo dell’impianto termico ( e quindi del calore ) ed il suo relativo pagamento. Tale dispositivo non è altro che una valvola termostatica che va a sostituire quella manopola di apertura e chiusura presente sul lato di ogni radiatore, permettendo ad ogni utente di poter accendere o spegnere e regolare il calore in ogni stanza. Si possono avere vari tipi di valvole per ogni tipo di esigenza:

 

  1. Valvole Termostatiche Classiche: permettono all’utente di regolare “manualmente” la temperatura desiderata in ambiente e di mantenerla costante aprendosi e chiudendosi al raggiungimento della valore impostato.
  2. Valvole Radiocomandate; hanno le stesse caratteristiche del precedente punto 1, con la differenza di una unica centralina o cronotermostato che in maniera univoca comandano e regolano tutte le valvole, senza doverle collegare con alcun tipo di cavo elettrico. Sono alimentate a batteria.

Bassissime emissioni elettromagnetiche

La direttiva ERC-DEC 01/04 stabilisce che per le apparecchiature installate in ambito domestico la frequenza di trasmissione dev'essere compresa tra 868 e 870 MHz. Tutti i prodotti proposti devono essere certificati secondo le norme LVD EN 60-950-1;EMC EN 301 489-3; RADIO EN 300 220-3. Le emissioni sono circa 60 volte più basse di quelle dei telefonini portatili.

A fine stagione di riscaldamento, tutti i ripartitori andranno letti da un apposita struttura tecnica specialistica che elaborerà le letture in base ai consumi di combustibile o ai costi del contratto di gestione dell’impianto avuti dall'amministratore, e stamperà le bollette individuali di consumo per ogni unità immobiliare dove si leggeranno le seguenti voci:

Perché l'autonomia termica ?

Perché finalmente ogni singolo utente è libero di decidere a che temperatura vivere in casa e in quali ore del giorno utilizzare il riscaldamento.

Perché è possibile decidere quanto risparmiare con la garanzia che se gli ambienti normalmente utilizzati verranno riscaldati ad una temperatura più bassa o, se qualche stanza non utilizzata verrà regolata ad una temperatura ancora più bassa, il risparmio potrà essere ancora più consistente.

Perché se l'utenza viene abitata saltuariamente, oppure se rimane disabitata per un certo periodo, il riscaldamento potrà essere programmato a bassa temperatura, avendo comunque la certezza che non si formeranno muffe e che il fluido termico non gelerà nelle tubazioni.

Perché tutte le utenze pagheranno secondo la temperatura ed il calore effettivamente ottenuti.

Perché il valore di mercato per un immobile dotato di impianto centralizzato autonomo è sicuramente maggiore di quello di un'immobile dotato di un impianto centralizzato tradizionale. 

Perchè, in deroga alle specifiche disposizioni di legge, con la regolazione della temperatura ambiente almeno su due livelli nell'arco delle 24 ore e con la contabilizzazione individuale dei consumi, l'assemblea può autonomamente deliberare gli orari per il riscaldamento dell'edificio e, ogni singola utenza, può programmare gli orari di riscaldamento secondo le proprie necessità.

Tecnologia avanzata per una facile installazione

I sistemi di regolazione e contabilizzazione proposti possono essere installati in qualsiasi edificio, nuovo od esistente, con qualsiasi tipologia di impianto di riscaldamento. In un edificio esistente, il tempo di intallazione è normalmente minore di 2 0re per singolo alloggio.

Bassissime emissioni elettromagnetiche

La direttiva ERC-DEC 01/04 stabilisce che per le apparecchiature installate in ambito domestico la frequenza di trasmissione dev'essere compresa tra 868 e 870 MHz. Tutti i prodotti proposti devono essere certificati secondo le norme LVD EN 60-950-1;EMC EN 301 489-3; RADIO EN 300 220-3. Le emissioni sono circa 60 volte più basse di quelle dei telefonini portatili.

 

 

Come è giusto ripartire le spese di riscaldamento ?

La contabilizzazione del calore, finalizzata alla ripartizione delle spese di riscaldamento, rappresenta una delle parti più difficili e controverse e, la soluzione equa, si presenta particolarmente complessa. Di seguito evidenziamo le principali problematiche che devono essere valutate.


 

La ripartizione millesimale

Negli edifici con impianto centralizzato le spese per il riscaldamento ambientale vengono normalmente ripartite in base ai volumi riscaldati (millesimi di riscaldamento) e, molto più raramente, in base alla potenza termica impegnata (millesimi di potenza). In questo contesto si trova l'utente che può godere di una temperatura ambiente molto elevata (che in qualche caso lo costringe anche ad aprire le finestre) e l'utente che, a malapena, raggiunge una temperatura ambiente "accettabile". In ogni caso, a parità di volume riscaldato o di potenza installata, tutte le utenze pagano sostanzialmente le stesse spese di riscaldamento.

Il "furto di calore"

In tutti gli edifici il calore per il riscaldamento degli ambienti viene trasmesso tramite i "radiatori" ma anche tramite tutte le strutture divisorie (tramezze, soffitti, pavimenti). Pertanto, qualora la misura dell'apporto termico venisse attuata solamente con "contatori di calore", gli utenti (specialmente quelli dei piani intermedi) che si accontentassero di una temperatura ambiente di soli 2 o 3°C più bassa della media, potrebbero far pagare ai loro vicini la gran parte del calore ricevuto.

 

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